Questo thread della community di ProZ mi ha ispirata a scrivere questo post… diciamo che è una sorta di risposta… si parla del motivo principale per cui si lavora come traduttori (tra l’amore, la passione e i soldi).
Sinceramente, non ci vedo niente di male a leggere frasi come “amo tradurre”, “la traduzione è la mia passione”, ecc… sono la prima ad ammettere che, se non ho passione nel fare una cosa, non la faccio (una lezione che ho imparato nel corso degli anni). Quelle frasi possono anche essere scritte sinceramente. Mi sono anche sentita chiamata in causa da quel topic perché, sul profilo che ho sul mio sito, la prima cosa che ho scritto è proprio una frase simile: “Amo tradurre, e amo aver tradotto”. A parte il fatto che se non amassi tradurre non avrei aperto un sito e non avrei un blog di traduzione (e avrei scelto sicuramente un altro lavoro), in giro per blog ho scoperto che qualcuno ha detto “Odio tradurre, ma amo aver tradotto”, e ho semplicemente adattato la frase facendo in modo che mi rispecchiasse. Questo topic mi ricorda un post del blog La quarta bozza, scritto da Ilaria Katerinov, traduttrice dall’inglese. Anche lei è dello stesso partito, e al suo tempo quel post ha avuto diverse critiche nei commenti.
Sono anche una traduttrice alle prime armi, ma non per questo mi devo “svalutare”. Qualche giorno fa mi è stata proposta la traduzione di un testo tecnico-scientifico di 20 pagine, ho proposto una tariffa ragionevole, ma non si sono fatti più sentire. Credo che si debba un po’ cambiare mentalità nei confronti della traduzione… è vero che c’è lo studente che s’improvvisa traduttore e chiede 4 euro a cartella per togliersi qualche sfizio (comportamento sbagliato e che, al contrario delle frasi che inneggiano alla passione per la traduzione, quello sì che non è professionale!), ma c’è anche gente che intende lavorare seriamente, perché quello del traduttore è un lavoro a tutti gli effetti. Non bisogna, però, fare di tutta l’erba un fascio e pensare i traduttori alle prime armi come rivali nella professione, disposti anche a farsi pagare pochissimo pur di “rubare” il lavoro agli altri. Ripeto: ci sono traduttori e “traduttori”.

Ilaria. 23. Italian. Translator and blogger. Languages: Italian, English, French and a little bit of German.
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